Marche segrete
le cascatelle di Sarnano / VIDEO

cascatelleNatura ancora incontaminata, acqua limpida e fresca, verde rigoglioso in campagna vicino al borgo medievale di Sarnano, in provincia di Macerata. Un angolo di Marche da scoprire e da vedere almeno una volta

Un luogo poco conosciuto, il posto ideale dove rifugiarsi quando fa molto caldo. In campagna vicino alla frazione dei Romani, le cascatelle sono il posto perfeto per stare al fresco e godersi un po’ di pace e tranquillità. Camminando nel verde si raggiunge un vecchio mulino, oggi restaurato da privati e diventato una bellissima dimora, e proseguendo di pochi passi si rimane stupefatti. Il rumore dell’acqua è intenso, così come il colore degli alberi e della natura rigogliosissima. Ecco le cascatelle formate dall’acqua del torrente Tennacola. Un luogo magico dove portare anche i bambini ad ammirare la meraviglia che a volte si nasconde dietro l’angolo.

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Marche book style
la prima casa dei libri di Tipicità

marche book style Una tre giorni dedicata alle Marche, ai libri e agli scrittori che le raccontano. Incontri, presentazioni, dibattiti, riflessioni per narrare le bellezze dell’unica regione al plurale d’Italia e per far emergere quanto c’è da scoprire in un territorio così variegato, dalle montagne al mare, passando per i borghi in collina e le distese di natura incontaminata.

Un progetto nato dalla collaborazione tra la casa editrice indipendente Giaconi, con sede a Recanati, e il sito di viaggi e turismo Si Parte con Erika. Un’idea pensata per dare slancio ad una terra, colpita al cuore dal sisma, ma che, nonostante tutto vuole andare avanti, rinascere e ricostruire tutto quello che è stato danneggiato e distrutto. Il Marche Book Style ha debuttato alla venticinquesima edizione di Tipicità e ha reso cultura e libri, per la prima volta, protagonisti.

marche book style Tanti i personaggi che hanno dato il loro contributo, dal filosofo Cesare Catà alla voce di Caterpillar Marco Ardemagni, passando per il florovivaista Alessandro Magagnini che con le sue Green Cake e i suoi originalissimi cappelli fatti di piante e fiori ha portato la natura tra il pubblico, fino agli scrittori della casa editrice, autori di libri per adulti e bambini nella maggior parte dei casi ambientati nelle Marche. Una squadra di professionisti mossa da un grande amore per la regione e da una grande voglia di raccontarla.

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Loro Piceno dall’alto
panorama sulle Marche / VIDEO

loro picenoNelle Marche ci sono dei panorami splendidi. Salendo sulla torre della Vittoria, nel centro storico di Loro Piceno, in provincia di Macerata, si ammira uno spettacolo dai Monti Sibillini al Conero, dal San Vicino al Gran Sasso fino ai Monti della Laga. Se il cielo è limpido come spesso capita, da lassù si vede anche la Majella.

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Paolo e Francesca
tra storia e leggenda

gradara“Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse”. Vi suona famigliare? Certo, perché è un verso, forse uno dei più famosi, della Divina Commedia. Quinto canto, precisamente. Dante Alighieri non si riferiva a due personaggi inventati, ma a Paolo Malatesta e Francesca da Polenta. Più noti al mondo solo come “Paolo e Francesca“. Nonostante fossero cognati, i due si amavano. Ma il loro amore era più che mai osteggiato e finì molto male: Gianciotto, marito di Francesca e fratello di Paolo, li uccise.

E il libro di cui parla Dante nel IV canto della Divina Commedia, quello che li condusse alla scoperta del loro nascente amore, era quello che parlava della passione fra Lancillotto e Ginevra. Personaggi letterari, Paolo e Francesca? Anche, ma non solo. Gianciotto, infatti, era signore di Gradara e lo stesso Paolo, suo fratello, aveva possedimenti in questo paese. Proprio nel bellissimo borgo i due amanti si vedevano spesso. Ecco spiegato il motivo per il quale ancora oggi Gradara è tanto legata all’amore e alla storia dei due amanti della Divina Commedia.

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Gradara
5 Cose da fare e da vedere

gradaraIdee e consigli per scoprire il borgo degli amanti Paolo e Francesca

Il Castello di Gradara

  1. Visitare il Castello.Tra i monumenti da non perdere nel paese di Paolo e Francesca c’è la Rocca che domina il borgo. Il maniero ospitò le principali famiglie dell’epoca medievale e rinascimentale e fu teatro di eventi storici e leggende. (Si organizzano visite guidate, per info )
  2. Perdersi nel centro storico. Vicoli, stradine, piazzette e punti caratteristici, il centro di Gradara è uno dei borghi fortificati medievali meglio conservati delle Marche e d’Italia. Fare una passeggiata in centro vi permetterà di scoprire tutti gli angoli più nascosti e caratteristici.
  3. Vivere un romantico week-end di San Valentino. Tra i numerosi eventi organizzati a Gradara c’è anche il week-end degli innamorati. Un fine settimana dedicato alle coppie, che in questo splendido luogo incantato possono vivere due giorni romantici.
  4. Fare una passeggiata lungo le mura. La cinta muraria che racchiude Gradara è rimasta intatta nel tempo. Da non perdere la possibilità di percorrere i camminamenti di ronda. Le mura sono un posto privilegiato da cui osservare il paese e il territorio circostante.
  5. Scoprire la storia di Paolo e Francesca

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ESCLUSIVO
Per fare uno skate ci vuole …
un bancale

– L’INTERVISTA

Dalla fusione tra arte artigiana e sostenibilità dove la cultura skate e surf si incontra coi valori della tradizione nasce Zio Bancale, una startup innovativa pensata dalle menti di tre ragazzi marchigiani e che ha portato alla realizzazione di skateboard costruiti con legno ricavato da bancali riciclati.

Zio Bancale Skateboards: si chiama così la startup che mette insieme l’amore per gli sport meno convenzionali come lo skate e il surf e la voglia di realizzare qualcosa di nuovo e originale. Una bella sfida che vede in prima linea tre giovani amici, Francesco Ragaini, Gian Maria Cecchetti e Luigi Cenciarini, le anime e teste di questo progetto.

Da cosa nasce l’idea?
Zio Bancale nasce dall’idea di sfruttare lo skate come mezzo di trasporto o di allenamento nei giorni senza onde, ripercorrendo le fasi che negli Usa portarono dalla fine degli anni ’60 lo skate a diventare un oggetto di culto per tutte le allora giovani generazioni. La nostra intenzione era di costruirci un prodotto che potessimo utilizzare personalmente per le nostre esigenze. Non siamo partiti con l’idea di creare un brand. Per noi all’inizio lo skate era visto come necessità per soddisfare quello che ci piaceva fare nel tempo libero. Siamo tre ragazzi, ci siamo conosciuti quasi contemporaneamente nel dicembre del 2014. Nello spazio dove Francesco era solito lavorare ai suoi progetti come restauratore ed artista, il locale dell’ex-mulino Tarsi in centro a Senigallia abbiamo dato luce a questo progetto, ed in quel posto è tutt’ora racchiusa tutta l’essenza e la filosofia di quello che vogliamo raccontare. Nel nostro progetto ognuno svolge il proprio compito, Francesco è quello che si occupa dei prototipazione e del design, mentre sia io (Gian Maria) sia Luigi svolgiamo mansioni nel campo di marketing, comunicazione e vendite. Tutti noi, pur essendo giovani, veniamo da anni di esperienza nel campo di lavoro dei rispettivi ambiti ed è stato proprio il nostro passato lavorativo ad averci agevolato sin da subito. Non siamo mai stati improvvisati, ma nessuno di noi tre all’inizio pensava di creare un brand.

Qual è il vostro target di riferimento?
A partire da giugno 2014, data di commercializzazione del prodotto nel mercato italiano, ci siamo subito rivolti ad una fetta di mercato di nicchia che comprende tutti gli appassionati degli sport “da tavola”, dallo skate allo snowboard. Ci siamo prefissati degli obiettivi per il mercato Italiano riuscendo a coprire gran parte del territorio nazionale, attraverso una rete di rivenditori ufficiali, da Palermo a Torino (circa 15), ma nello stesso tempo avvalendoci sin dall’inizio anche del nostro store ufficiale on-line. Siamo felici e fortunati di poter affermare che il nostro prodotto, colpisce sia giovani sia adulti e comprende non solo praticanti del settore ma anche semplici appassionati del lifestyle che proponiamo.

Quali sono i punti di forza dei vostri skateboards?
Il valore aggiunto per cui ci distinguiamo dagli altri competitors è certamente la spiccata vena green del nostro progetto. Ogni nostra tavola è composta al 100% da legno di recupero, prevalentemente da quello proveniente da bancali per il trasporto delle merci nel mercato interno, parliamo di legni come abete, mogano, faggio per lo più, un tempo considerati “poveri”. In aggiunta il processo di laminazione delle nostre tavole è interamente eseguito sfruttando una resina bio proveniente dalla California che aggiunge un ulteriore punto a favore del rispetto per l’ambiente, nostro punto di forza da sempre.Non bisogna con questo, sminuire tuttavia la componentistica (le parti di montaggio) che ogni skate possiede, infatti usiamo solo parti di altissima qualità, cercando di rendere un prodotto esteticamente ed eticamente già valido, anche funzionale all’uso pratico, cosa che, in molti spesso sottovalutano, specialmente se parliamo di artigianato.

Siete di Senigallia, le Marche, la vostra terra come vi ha ispirato nella creazione di questa idea?
Zio Bancale, non sarebbe mai potuto nascere in un posto senza pista ciclabile asfaltata e pianeggiante!
Il nostro territorio va amato, difeso e sostenuto, siamo sempre in prima linea affinché questo avvenga, restiamo sempre in costante dialogo con le autorità locali, per lo sviluppo di strutture adatte a queste discipline “nuove” per noi, ma che a nostro avviso hanno tanto da insegnare agli sport che chiamiamo di massa.


ziobancaleIdee in cantiere, progetti, novità?

Riguardo al futuro, stiamo concentrando quasi tutte le nostre forze alla pianificazione di una campagna di crowdfounding su diversi portali da Indiegogo a Kickstarter, questo perché arrivati a questo punto, le risorse necessarie crescono sempre più e per fare quel salto di qualità che riteniamo ormai opportuno, ci rivolgiamo al popolo di Internet. L’idea è di Internazionalizzare Zio Bancale, puntiamo a mercati esterni come USA, Australia ed Europa, esportando nel mondo il nostro Made in Italy, di cui dobbiamo andare fieri. Abbiamo testato il nostro appeal internazionale anche ultimamente, durante l’ultimo ISPO a Monaco di Baviera (una fiera di settore), prendendo parte alla sezione greenroomvoice ed entrando tra i 50 Brand emergenti d’Europa. Siamo stati chiamati a raccontare quello che siamo oggi. Abbiamo una ricca agenda estiva, tendenzialmente non diciamo mai no, per qualsiasi cosa ci si presenti di fronte, riconosciamo che i passi da fare sono ancora tantissimi e ogni giorno ci armiamo di entusiasmo e passione cercando di scalare passo dopo passo con l’umiltà e sacrificio.

Che cosa consigliate ai giovani come voi che vogliono mettersi in gioco realizzando i loro sogni?
Il nostro consiglio è: seguite la vostra passione, tentate e ritentate, fatelo fino in fondo. Calvalcate il vostro sogno fino alla fine, senza paura di perdere nulla, senza pregiudizi, con umiltà e dedizione. Basta crederci, ognuno può farlo. E poi se non ce la fate dite un liberatorio “Zio Bancale”. E’ un’imprecazione. Quando in quelle giornate in non ti riesce nulla, in tutte quelle volte in cui abbiamo toppato, in cui siamo dovuti ripartire da capo spesso abbiamo detto anche in coro “Zio Bancale”… poi alla fine qualcosa è venuto fuori!

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