Nelle grotte di Camerano per visitare la città sotterranea

Camerano si trova in provincia di Ancona e la città sotterranea è da vedere almeno una volta. Tour ideale anche per le famiglie con bambini!

grotte cameranoUna città sotterranea, cunicoli suggestivi scavati nell’arenaria nel sottosuolo del centro storico di Camerano, in provincia di Ancona. Forse un tempo resti di antiche cave o luoghi dove conservare il vino, sentieri da percorrere almeno una volta dove alcuni studiosi hanno trovato resti di particolari decorativi, bassorilievi che fanno pesare all’esistenza di un’antica città sotto terra.

Varcando l’ingresso, davanti agli occhi appare uno spettacolo, un camminamento fatto di cunicoli che ricordano un paese sotterraneo che un tempo sicuramente venne abitato. Sembra infatti che questo luogo abbia avuto usi abitativi, rituali e difensivi visto che nel 1944, durante la guerra, diventò un rifugio contro i bombardamenti.

Il percorso si snoda tra quattro grotte importanti che portano i nomi di famiglie nobili e facoltose della città: Corraducci, Mancinforte, Ricotti e Trionfi. La grotta Ricotti rappresenta uno degli ambienti più interessanti e particolari perchè ricorda una vera e propria chiesa sotterranea, sia per la sua posizione, sotto i resti della chiesa di Sant’Apollinare, sia per i particolari architettonici che sono stati rinvenuti.

grotte cameranoINFO UTILI
Visite guidate, costo del biglietto 8 euro intero e 6 euro ridotto 
Orario visite, da ottobre a marzo: venerdì alle 16.30, sabato alle 16.30 e alle 18, domenica alle 11, 16.30 e 18.
Il ritrovo e la partenza è all’ufficio IAT in piazza Roma 26. Nel periodo estivo è bene munirsi di felpa perchè la temperatura all’ingresso è di circa 14 gradi. Utilizzare scarpe comode.

*foto di Lucrezia Benfatto

 

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Pierosara
il castello e la sua leggenda d’amore

pierosara

La vicina Abbazia di San Vittore delle Chiuse di Genga

A renderlo unico, oltre all’amore travagliato di due giovani, è la sua posizione strategica in una delle zone dove si concentrano i principali luoghi di interesse naturalistico e culturale delle Marche.

Pierosara, è un borgo, piccolo, arroccato,che merita sicuramente una visita. L’antico castello si trova su un colle in provincia di Ancona poco distante dalle meravigliose grotte di Frasassi, dal Parco della Gola della Rossa, dal Tempio del Valadier e la sua storia non solo è antica, ma anche molto interessante e curiosa.

Perché,  vi starete chiedendo? Il suo passato è legato ad una leggenda.

La storia narra che il nome di questo piccolo paese, un tempo chiamato Castel Petroso per la sua posizione arroccata che fin dal medioevo dominava l’intera valle dell’Esino, sembra essere legato a quello di due innamorati, Piero e Sara.  Due giovani che vissero e morirono tra le mura di questo castello che in loro onore mutò il suo nome proprio in Pierosara.

Una storia romantica proprio come quella più famosa di Paolo e Francesca che si ricorda visitando Gradara, in provincia di Pesaro e Urbino, un amore difficile, travagliato e sfortunato. Sara, ragazza di Castel Petroso, era promessa sposa di Piero, anche lui abitante del borgo. Tra loro si mise il Conte di Rovellone che innamorato della fanciulla decise di rapirla in una notte durante un combattimento feroce e sanguinoso. Un momento tragico per i due giovani che quella sera vennero uccisi.

Il loro ricordo è rimasto vivo e immutato negli anni. Il borgo parla ancora dei due giovani innamorati e li celebra ricordandoli in un unico nome.

VISITA ANCHE LE GROTTE DI FRASASSI, L’ABBAZIA DI SAN VITTORE DELLE CHIUSE E IL TEMPIO DEL VALADIER

GUARDA IL VIDEO TRATTO DA UNA PUNTATA DI WEEKEND, PROGRAMMA IN ONDA SU MARCOPOLO, CANALE 222 DEL DIGITALE TERRESTRE

 

 

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Le Marche con i bambini, la guida che mancava

marche coi bambiniSilvia Alessandrini Calisti, Vissia Lucarelli, Lucia Paciaroni. Tre donne, due mamme e una zia – a volte un ruolo ancora più difficile!

In questi anni di vita marchigiana ho avuto modo di conoscerle tutte e tre.

Tre donne, tre blogger, tre comunicatrici. 

E se il tre è il numero perfetto, un team così non poteva che “partorire” un’idea geniale. “Le Marche con i bambini“: è questo il titolo della guida pubblicata dalla casa editrice Giaconi che serviva alle famiglie per andare alla scoperta delle Marche in compagnia dei più piccoli. Centocinquantacinque pagine, divise in capitoli e in province con tanti consigli su cosa vedere, vivere, assaporare, provare e scoprire nel territorio.

marche coi bambiniNon una guida qualunque però, ma un racconto vissuto in prima persona da chi quando ha tempo libero ama viaggiare davvero. Un tour di esperienze vissute e raccontate alle famiglie con figli di età compresa tra 0 e 13 anni, una guida che verrà aggiornata ogni anno per essere sempre precisa e completa. Un insieme di consigli scritti in modo indipendente, esprimendo pareri in modo incondizionato, verificando tutto e dando indicazioni su modalità di accesso, orari e contatti dei luoghi proposti.

E tra le segnalazioni non ci sono solo musei, borghi o munumenti, ma anche parchi giochi pubblici, ristoranti adatti per le famiglie, itinerari per escursioni naturalistiche in montagna ed eventi da non perdere!

La guida si può acquistare in tutte le migliori librerie delle Marche e online sul sito di Giaconi Editore (acquista il libro qui). 

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Il mio RisorgiMarche. De Gregori: poesia in musica tra la natura

risorgimarcheAvevo paura di non riuscire ad arrivare. Non potendo partire presto com’era stato consigliato ero un po’ combattuta. “Che faccio, vado o non vado?”, mi ripetevo guardando i social inondati da fotografie di gente che riempiva i prati dell’Azienda Scolastici ed era accampata già dalle prime ore del mattino per vedere il concerto di Francesco De Gregori a RisorgiMarche. Non ho resistito e sono partita comunque. Un po’ di follia serve per vivere. Il viaggio è andato liscio, solo un po’ di traffico nell’ultimo tratto, un rallentamento di circa mezz’ora, niente di particolare. Il parcheggio è comodo, la zona del concerto molto vicina. Prima di arrivare agli stand dei produttori locali si riesce facilmente anche a prendere una bibita fresca e un gelato, e che gelato!

Sono le 18, l’orario in cui sarebbe dovuto cominciare lo spettacolo, e io riesco anche a trovare un posto poco distante dal “palco”. Sono le 18.30, dopo il soundcheck di qualche minuto, il concerto comincia. Dicono che c’erano trentamila persone, io con i numeri non sono mai andata d’accordo, non so quanti eravamo, ma di sicuro tantissimi. Tutti seduti ad ascoltare quelle poesie. Il sole ancora alto nel cielo limpidissimo, una leggerissima brezza ha aiutato a sopportare un caldo torrido anche a mille metri di altezza. Sinceramente non pensavo di vivere tutte quelle emozioni in un’ora e mezza di concerto. Vedere i sorrisi della gente, rilassata, felice, tranquilla. Vedere qualcuno intonare alcune strofe delle canzoni con tanta serenità, vedere tanti bambini ascoltare della buona musica e nel frattempo giocare sui prati in un luogo paradisiaco mi ha davvero dato una carica positiva fortissima.

risorgimarcheLe Marche sono ricche di questi spazi, di luoghi dove non sembra vero che la natura sia riuscita a fare tutto questo, di posti dove sembra di stare in paradiso. E io che confesso ero un po’ scettica sulla possibilità di farle conoscere con dei concerti, ho capito che tutta questa bellezza arricchita dalle canzoni di grandi artisti, rimarrà nel cuore di molti che forse sapranno raccontarla a tanti altri che finalmente verranno a scoprire questa regione meravigliosa. Verranno a conoscere i luoghi belli, la gente che li abita, che vive questi territori e non li vuole abbandonare.

RisorgiMarche ci sarà anche l’anno prossimo. L’annuncio è stato dato proprio prima del penultimo concerto. Da qui all’anno prossimo speriamo che anche la ricostruzione sia riuscita a partire davvero e che sia il momento di festeggiare la svolta vera!

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“Solo”, ecco come nasce il gioiello di Daniele Baldoni / VIDEO

solo A Osimo c’è il sole, fa molto caldo, il cielo è limpido. Daniele Baldoni, artista per passione e per professione, è nel suo mondo, quello dove lavora, dove crea ogni volta che ha un’ispirazione e che sente di poter mettere un pezzo di anima in un suo gioiello.

“Solo” un’idea nata in una notte d’inverno, a novembre. Il dente di un lupo unito ad un anello, un ciondolo fatto completamente di bronzo che ogni volta Daniele plasma in un modo unico. solo Un gioiello che, come racconta lui mentre lavora sodo, rappresenta l’io più intimo dell’essere umano, un monile dalla forma astratta e dalla forza evocativa di un amuleto.

Un oggetto senza vita che con tanto impegno e alcune fasi che anche se si ripetono sono sempre diverse, Daniele trasforma in un gioiello che luccica e che emana grandissima forza.

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Lo scultore Daniele Baldoni

Mentre crea è concentratissimo, pensa a quello che sta facendo anche se magari nella sua testa, quella prima di tutto di uno scultore, sta già pensando a cosa creare dopo. Parla poco, fa dei gesti che sembrano meccanici e che invece ogni volta sono diversi così come il “Solo” che nasce dopo ore di minuzioso e attento lavoro. Prima prepara il gioiello “grezzo” e poi plasma la materia pensando al collo dove andrà a finire il suo ciondolo, all’abito che arricchirà e alla persona che lo porterà con sé nel suo viaggio.

Una poesia insomma, un modo per far diventare concreta una passione astratta che per Daniele Baldoni è innata. Dopo aver terminato gli studi artigianali, infatti, non può aspettare, sente il bisogno di trasformare i propri pensieri e gli stati d’animo attraverso una mezzo di comunicazione insolito, per pochi: la scultura. Così inizia a creare, a fare mostre, personali e non, a partecipare a progetti e ad emanare la sua “Energia Creativa” in lungo e in largo in Italia. solo I sogni così diventano sempre più reali e con tutta la carica emozionale e di speranza che possono avere, ogni tanto si scontrano con la vita di tutti i giorni che, soprattutto quella di un artista nell’era moderna, è fatta di tanto sacrificio e pazienza per andare avanti e arrivare forse e dopo del tempo indefinito, a raggiungere un obiettivo e magari alla meta prefissata.

Daniele mentre lavora sottolinea più volte che non è facile creare qualcosa, non è facile trasmettere quello che si ha dentro. E lo dice mostrando tante delle sue opere, tanto di quello che ha realizzato nel tempo e che, quando non è parte di una mostra, riposa nel suo laboratorio sotto casa dove lui passa la maggior parte del tempo libero e non. Non è facile. Effettivamente è complicato spiegare quello che si ha dentro con una scultura però questo come l’impegno e la dedizione che Daniele trasmette quando è nel suo mondo, forse dimostra davvero che tutto è possibile!

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Vivi le Marche coi bambini: 5 buoni motivi

marcheC’è il mare ma c’è anche la montagna, ci sono i prati verdi, distese di campi che solo a guardarli fanno venir voglia di correre, di rotolare e di ritornare bambini, ci sono i borghi che sembrano castelli fatati, i vicoli dove passeggiando sembra di essere in una fiaba, ci sono i sapori autentici che ricordano i gustosissimi pranzi che preparano i nonni, ci sono le feste anche quelle dove si torna indietro nel tempo alle dame e ai cavalieri. Insomma non manca niente nelle Marche.

Un luogo meraviglioso, perfetto da vivere anche coi bambini.
Ecco perché.
Cinque buoni motivi anche se ce sarebbero molti di più…

  1. In pochi chilometri si raggiunge sia il mare sia la montagna. 
    E’ proprio così: un bambino nelle Marche può andare al mare la mattina e in montagna la sera e viceversa. La costa marchigiana, dal Conero fino a San Benedetto offre mare più o meno pulito, con alcune spiagge paradisiache e altre perfettamente attrezzate per le famiglie, luoghi ideali per una vacanza tranquilla. Pochi chilometri separano la costa dai monti. Raggiungere i Sibillini, per esempio, dai principali centri della regione è comodissimo, in poco tempo si può arrivare a visitare posti che per bellezza e panorami rimangono in mente per lungo tempo.
  2. campagna zoeI borghi medievali ricordano castelli fatati. 
    Pensate che cosa può frullare nella testa di un bambino che passeggia in uno dei borghi medievali che arricchiscono le Marche, dal mare all’entroterra. Pensate a quello che può pensare un bambino camminando tra i vicoli, magari addobbati a festa durante una delle ricorrenze estive dove si torna indietro nel tempo, sostando in una piazzetta, o trovandosi davanti agli scorci in quei piccoli paesi che hanno un non so chè di fatato. Gli occhi dei bambini si spalancano davanti a tutta questa bellezza e i pensieri vagano ricordando le fiabe che si leggono nei libri, le principesse, le dame, i cavalieri, le fate e le streghe e le loro avventure in questi luoghi prendono vita come per magia.
  3. Le tradizioni sono ancora vive 
    Assistere ad una rievocazione storica, partecipare ad un palio tifando per una contrada, assaggiare un piatto tipico in una sagra di paese. Crescendo così, assaporando i sapori, i profumi, le storie di un luogo ricco di tradizioni come le Marche può fare la differenza. Perché se fin da piccoli si può imparare a riconoscere il bello forse da grandi è tutto più facile. Vivendo coi bambini questa regione, magari in vacanza o per un periodo più lungo, tutto questo è all’ordine del giorno, tradizioni che vivono ancora, che vengono mantenute e tramandate per non essere dimenticate.
  4. cascatelle zoeGli spazi verdi regalano un senso particolare di libertà
    Quante volte vedendo quelle distese di verde tipiche delle colline marchigiane avete pensato di fare una corsa veloce? Di liberarvi di tutte quelle costrizioni della vita di tutti i giorni e rotolare, rotolare. Immagino che, almeno una volta, l’abbiate pensato tutti. Un bambino nelle Marche può sperimentare davvero la natura, può viverla in ogni angolo, può correre in collina, passeggiare in montagna o giocare all’aria aperta in campagna, vivere a contatto con gli animali e crescere in libertà.
  5. I prodotti, nella maggior parte dei casi, sono ancora genuini. Gli ingredienti possono ancora essere a chilometro 0 
    Mangiare sano, provare i sapori autentici, crescere sapendo da dove provengono gli alimenti che vengono messi in tavola. Un privilegio per pochi, non trovate? Nelle Marche è ancora possibile mangiare piatti sani, acquistare frutta, verdura e molti altri generi alimentari direttamente dal produttore, in questa terra è ancora possibile assaporare il buono, conoscere i gusti autentici così come capitava una volta quando i contadini portavano in tavola quello che producevano con amore e dedizione.

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Domenica in campagna:
laboratori, letture e “Narra la Sibilla”

sibillaImmaginatevi un giardino, un vecchio fienile adibito a luogo per un’esposizione fotografia, aggiungete un frutteto con le piante piene di albicocche e pesche coloratissime, unite un uliveto e una distesa di verde dove in ogni angolo è animato con qualcosa di diverso. Ecco fatto, avete raggiunto “Il giardino della Sibilla”. Un mondo fatto di colori, profumi e sapori dove la casa editrice Giaconi ha deciso di ambientare anche la sua sede, il luogo ideale per presentare libri, organizzare eventi e letture per grandi e piccoli. E, un posto così magico non poteva che iniziare la stagione con tanti appuntamenti messi insieme da un unico filo conduttore: le Marche e i Sibillini, angoli di paradiso assolutamente da vedere e vivere almeno una volta nella vita.

L’appuntamento è per domenica 23 luglio, a partire dalle 15 fino al dopo cena (nel giardino saranno presenti stand gastronomici dove si protranno acquistare prodotti locali), in contrada Santa Croce 7/A a Recanati. Davvero tante le iniziative in programma dalle 17 in poi con letture pensate per bambini e laboratori sull’archeologia e dedicati ai profumi per grandi e piccoli (per i laboratori è previsto un contributo). Spazio a “Il bosco delle lucciole” e al “Giardino delle Fafalle” di Barbara Cerquetti, scrittrice locale che attraverso le leggende e gli aneddoti più particolari e curiosi racconta le Marche, presentazione de “Le Scontafavole” di Elene Belmontesi e del nuovo libro pubblicato dalla casa editrice “Racconti di Marche” pensato e scritto dalla blogger Nadia Stacchiotti.

Un momento della presentazione di “Narra la Sibilla” al Salone del libro di Torino

In serata l’appuntamento è con “Narra la Sibilla” uno spettacolo fatto di letture, interviste e testimoniante fotografiche proposto da Simone Giaconi, editore, da Erika Mariniello, giornalista e dalla fotografa Lucia Paciaroni. Un modo nuovo per raccontare le bellezze della regione attraverso un reading letterario multimediale che fa conoscere il territorio tra storie e leggende. Le letture e gli spettacoli sono gratuiti. 

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Tutti a Castelbellino Arte per una domenica creativa

Domenica all’insegna dell’arte per grandi e piccoli. Castelbellino, piccolo centro in provincia di Ancona bello da visitare durante tutto l’anno, vi aspetta domani (16 luglio) per il secondo week end dell’iniziativa intitolata “Castelbellino Arte”, il festival multidisciplinare promosso dall’assessorato alla cultura del Comune, in collaborazione con la Pro Loco che durerà fino al 23 luglio. Evento che nel ricco programma di appuntamenti vede protagonista il progetto Energie Creative, pensato dall’architetto Valentina Battilà in collaborazione con Desirèe Farabollini, Federico Flamini e la casa editrice Giaconi. A partire dalle 18.30 domani, infatti, partiranno i laboratori artistici per bambini e le visite guidate alle due mostre – la personale di pittura di Francesco Ulissi e la collettiva artisti  – ospitate presso il Museo Civico di Villa Coppetti e accompagnate, stavolta, dalla lettura di un attore. Due i turni disponibili per il pubblico, alle 18.30 e alle 20.30, intervallate dall’aperitivo cena nel Parco di Villa Coppetti (alle 19,30). Ingresso libero e gratuito.

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Energie Creative in tour, al via da Castelbellino

Inagurata la mostra di Energie Creative protagonista alla 27esima edizione di Castelbellino Arte, evento organizzato nel piccolo centro in provincia di Ancona. L’esposizione, espressione del progetto pensato dall’architetto Valentina Battilà e reso possibile grazie a Giaconi Editore, presenta le opere di oltre 30 artisti marchigiani cuciti insieme da un romanzo – catalogo davvero originale. La mostra. organizzata nelle sale del museo Civico di Villa Coppetti, presenta anche un’area dedicata ad una personale di Francesco Ulissi e sarà aperta al pubblico fino al 23 luglio.

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