L’arco di Augusto e il mistero di Vitruvio
scopri Fano e le sue bellezze

fanoUna porta d’accesso alla città, un arco conosciuto come quello di Augusto che si varca per accedere all’antica Fano, proprio nel punto in cui la via Flaminia si incontra con il decumano massimo. Tra i simboli della città della fortuna, in provincia di Pesaro e Urbino, l’arco d’Augusto è uno dei principali segni dell’epoca romana che sono rimasti quasi completamente intatti.

Secondo fonti storiche sembra che la porta fu fatta edificare dall’imperatore Ottaviano Augusto nel 9 secolo d.C., nell’anno del suo 32° tribunato. Raffigurato nella sua interezza sulla facciata della chiesa di San Michele che si trova proprio lì accanto e dal 2016 ospita il museo della via Flaminia, è caratterizzato da tre archi, il più grande centrale sotto cui passavano i carri e i cavalli, mentre le altre due porte più piccole laterali destinate a chi accedeva a piedi. Ai lati i due torrioni da cui partivano le mura che circondavano completamente il centro.

E se l’arco di Augusto è suggestivo, soprattutto in notturna quando è illuminato e appare nel pieno del suo fascino, il museo della via Flaminia è ancora più particolare e interessante. Aperto non molto tempo fa questo luogo di grande interesse culturale arricchisce l’offerta di Fano che già non manca di attrattive. E’ qui, in un luogo antico allestito con strutture e strumentazioni moderne e d’avanguardia, che si aggiunge un tassello importante all’articolato sistema archeologico dell’epoca, romana puntando l’accento su uno tra i più curiosi aspetti della storia. Fano, secondo le testimonianze, è infatti l’unica città dove l’architetto Vitruvio, autore del De Architectura, sostiene di aver costruito una basilica che però in città non è mai stata ufficialmente rinvenuta. Ed è proprio questo il quesito su cui da tempo si interrogano gli studiosi: dove si trovava esattamente la basilica di Vitruvio?

Secondo alcuni, nonostante la precisa descrizione nel V libro di quello che è diventato il fondamento teorico dell’architettura occidentale, sembra non sia mai stata costruita. Visitando il museo, attraverso schermi touch, si può esplorare la Fanum Romana con delle preziose ricostruzioni virtuali 3D del teatro e dell’Arco di Augusto e si può approfondire anche il mistero vitruviano con documenti e testimonianze preziose.

Read more

Pierosara
il castello e la sua leggenda d’amore

pierosara

La vicina Abbazia di San Vittore delle Chiuse di Genga

A renderlo unico, oltre all’amore travagliato di due giovani, è la sua posizione strategica in una delle zone dove si concentrano i principali luoghi di interesse naturalistico e culturale delle Marche.

Pierosara, è un borgo, piccolo, arroccato,che merita sicuramente una visita. L’antico castello si trova su un colle in provincia di Ancona poco distante dalle meravigliose grotte di Frasassi, dal Parco della Gola della Rossa, dal Tempio del Valadier e la sua storia non solo è antica, ma anche molto interessante e curiosa.

Perché,  vi starete chiedendo? Il suo passato è legato ad una leggenda.

La storia narra che il nome di questo piccolo paese, un tempo chiamato Castel Petroso per la sua posizione arroccata che fin dal medioevo dominava l’intera valle dell’Esino, sembra essere legato a quello di due innamorati, Piero e Sara.  Due giovani che vissero e morirono tra le mura di questo castello che in loro onore mutò il suo nome proprio in Pierosara.

Una storia romantica proprio come quella più famosa di Paolo e Francesca che si ricorda visitando Gradara, in provincia di Pesaro e Urbino, un amore difficile, travagliato e sfortunato. Sara, ragazza di Castel Petroso, era promessa sposa di Piero, anche lui abitante del borgo. Tra loro si mise il Conte di Rovellone che innamorato della fanciulla decise di rapirla in una notte durante un combattimento feroce e sanguinoso. Un momento tragico per i due giovani che quella sera vennero uccisi.

Il loro ricordo è rimasto vivo e immutato negli anni. Il borgo parla ancora dei due giovani innamorati e li celebra ricordandoli in un unico nome.

VISITA ANCHE LE GROTTE DI FRASASSI, L’ABBAZIA DI SAN VITTORE DELLE CHIUSE E IL TEMPIO DEL VALADIER

GUARDA IL VIDEO TRATTO DA UNA PUNTATA DI WEEKEND, PROGRAMMA IN ONDA SU MARCOPOLO, CANALE 222 DEL DIGITALE TERRESTRE

 

 

Read more

Marche: 10 motivi per visitarle

“Le Marche non somigliano veramente nè alla Toscana, nè alla Romagna e neppure all’Abruzzo o all’Umbria”. Dice bene Guido Piovene nel suo libro “Viaggio in Italia” scritto a metà degli anni Cinquanta. Di tempo ne è passato ma non è cambiato nulla o quasi. Di certo le Marche sono una regione unica nel loro genere. E, anche se di motivi ce ne sarebbero moltissimi, ecco 10 buone ragioni per visitarle e magari per prenotare le prossime vacanze di Pasqua o qualche giorno di riposo estivo.

  1. Vedere i Sibillini. Monti incantati, monti azzurri chiamati così da Giacomo Leopardi. I Sibillini sono un massiccio che si trova tra le Marche e l’Umbria. Dimora della Sibilla attorniata da miti e leggende che fanno di queste montagne dei paradisi misteriosi. Protetti dal Parco Nazionale nato nel 1993, sono luoghi di grande interesse naturalistico che vanno vissuti in prima persona organizzando passeggiate, qualche giornata sulla neve in inverno per vedere panorami meravigliosi che vi rimarranno in mente e vi faranno venire voglia di non ripartire più.
  2. Visitare la città di Urbino. Di città belle nelle Marche ce ne sono diverse. Tra tutte non potete perdervi Urbino. Tra la valle del Metauro e quella del Foglia, c’è questa bomboniera che nei suoi vicoli, tra le sue mura, racchiude patrimoni artistici e storici di grande valenza. Patrimonio dell’Unesco, borgo considerato la “culla del Rinascimento” dove si formarono artisti come Bramante e Raffaello. Oggi sede di una delle più antiche università, la Carlo Bo.
  3. Ballare al Summer Jamboree di Senigallia. Visitare le Marche significa anche trascorrere delle divertentissime vacanze estive. A Senigallia, ogni anno, torna il più grande festival di musica internazionale di cultura, concerti, esibizioni e musica degli anni cinquanta (la XVIII edizione si terrà dal 26 luglio al 6 agosto). Concerti, spettacoli, dj set dalla mattina a notte fonda, mercatino vintage e sfilate d’auto d’epoca, animano la città della rotonda.conero
  4. Fare una passeggiata o un tuffo al mare. L’entroterra marchigiano offre molto, coi suoi borghi medievali e i suoi bellissimi panorami di campagna, ma anche il litorare propone località turistiche rinomate dove passare qualche giorno al mare. Dal Conero fino al confine con l’Abruzzo, sono tante le spiagge attrezzate, ideali anche per chi organizza una vacanza con la famiglia e i bambini. Spiagge di sassi e di sabbia, a volte difficili da raggiungere e più selvagge, altre comodissime e con ongi comfort. C’è n’è davvero per tutti i gusti.
  5. Assaggiare le tipicità della tavola. Vincisgrassi, ciauscolo, liquore Varnelli, olive all’ascolana. Sono solo alcune delle specialità della cucina locale. Piatti che vanno gustati in una trattoria del posto. Sapori particolari che rappresentano tutta la regione. Dai vincisgrassi, una variazione buonissima delle tradizionali lasagne e il ciauscolo, salame spalmabile dal gusto ineguagliabile. Il tutto innaffiato con quelche sorso di liquore Varnelli, anche questo unico nel suo genere, da bere magari dopo aver assaggiato anche delle buonissime olive all’ascolana. sarnano
  6. Andar per borghi. Paesini piccoli, nell’entroterra o vicino al mare, gruppi di case racchiuse nelle antiche mura medievali. Luoghi dove le tradizioni sono secolari ed ancora vive. Spazi dove il tempo sembra essersi fermato e dove si respira aria pulita e si assapora la qualità della vita.
  7. Conoscere il grande Leopardi e visitare i suoi luoghi a Recanati. Nato nelle Marche, Leopardi è un simbolo importante di questa regione. Non si può visitare le Marche senza passare da Recanati, entrare nella casa del poeta e conoscere una parte della storia di una delle più importanti figure della letteratura a livello mondiale.
  8. Vedere e ascpoltare l’opera allo Sferisterio di Macerata. Ogni estate quest’arena all’aperto nel centro storico cittadino propone spettacoli di opera lirica durante il Macerata Opera Festival. Ascoltare un’opera in questo spazio è davvero piacevole. Lo Sferisterio durante i mesi più caldi ospita anche altri eventi, concerti ed inziative come il Festival di Musicultura.
  9. Sperimentare la qualità della vita. Non sempre si ha il privilegio di vivere in un posto dove l’aria è pulita, la natura per molti versi ancora incontaminata, i ritmi ancora poco frenetici e i rapporti con le persone veri e profondi. Le Marche offrono anche questo, un bel valore aggiunto rispetto ad altri luoghi dove la vita, spersso, non è più a misura d’uomo.
  10. Ascoltare e magari imparare il dialetto marchigiano. Passare qualche giorno nelle Marche significa anche riscoprire antiche tradizioni e imparare a convivere con un linguaggio, quello dialettale, che in questa terrà è ancora molto usato, non solo dagli anziani ma anche dai giovani. E’ divertente sentire parlare un dialetto come quello marchigiano che è molto, molto caratteristico!

 

 

Read more

Ascoli e la sua piazza
tra le più belle d’Italia / FOTO

Pensi ad Ascoli e cosa ti viene in mente? Le olive, prima di tutto. Le olive all’ascolana, che sono ormai diventate una specialità diffusa in tutte le Marche travalicando i confini della provincia di Ascoli Piceno, rappresentano uno dei segni distintivi delle Marche. Ma non solo. Ad Ascoli c’è anche una piazza che è stata inserita fra le più belle del mondo da realtà turistiche come Tripadvisor. Si tratta di piazza del Popolo, un vero gioiello incastonato in questa città. Non aspettatevi una piazza d’armi: come tutti i gioielli, anche questa è una vera chicca e non si fa di certo notare per dimensioni ciclopiche. Però merita davvero una visita: le sensazioni di pace e libertà mischiate con l’atmosfera storica che vi si respira sono davvero uniche.

Read more

Terremoto, la rinascita delle Marche

ascoli

Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno

Un milione e mezzo di abitanti. Mare, collina, montagna in quasi 9 e 500 chilometri quadrati di superficie. Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno: cinque città completamente diverse per cinque province ognuna con storia, tradizioni, borghi e paesaggi che la caratterizzano. Una regione, tra le più verdi d’Italia, ferita dal terremoto che ha danneggiato molti paesi del centro Italia. In estate prima, in autunno poi per proseguire in inverno con scosse più lievi, sempre più imperccetibili. La natura si è fatta sentire più volte, ma nonostante tutto, nonostante la paura, le difficoltà, i disagi, gli edifici considerati inagibili, le scuole chiuse, le attività agricole e non profondamente colpite, le Marche non cedono. Viaggiando nel territorio, nell’entroterra maceratese e ascolano, in molti ancora non sono riusciti a superare una ferita che nel profondo continua a fare male, in tanti però dimostrano di voler voltare pagina, di voler andare avanti.

Spiaggia Urbani a Sirolo

La primavera è alle porte e le Marche, i piccoli centri, i borghi che offrono la genuinità di prodotti buoni e della terra, dove la gente crede ancora nei valori, nelle antiche tradizioni, dove i paesaggi sono splendidi e la qualità della vita è alta, aspettano di rivedere chi in questa regione ha spesso trovato rifugio, chi nel centro Italia è sempre venuto a fare le vacanze, magari a Pasqua o in un week end qualunque per trovare pace e tranquillità. Le Marche, anche se ferite al cuore, non hanno perso lo spirito di accogliere chi anche solo per qualche giorno vuole godersi appieno la vita, assaggiando un prodotti tipico, gustando una fetta di ciauscolo, un piatto di vincisgrassi e un buon bicchierino di liquore Varnelli. Non hanno perso lo spirito e la voglia di guardare oltre, di guardare al futuro, anche in vista dei mesi più caldi, quando questi territori sanno regalare campi fioriti, lunghe spiagge per far divertire i bambini, passeggiare, mare blu per nuotare o fare una gita in barca, montagne per fare trekking o per organizzare una piacevole gita a cavallo, colline verdi che offrono panorami unici che riempiono sguardo, cuore e anima.

loro piceno

Loro Piceno

I borghi sono pronti per riproporre le feste, le sagre, le rievocazioni storiche che per qualche tempo riportano questi centri indietro al medioevo, sono pronti per accogliere visitatori e turisti, italiani e stranieri, coppie che scelgono di vivere un fine settimana in un agriturismo, famiglie che vogliono far correre i loro bambini all’aria aperta, gruppi di amici che vogliono passare una vacanza itinerante e alternativa. Le Marche aspettano chiunque le voglia raggiungere per ripartire, per rinascere, insieme a chi le vive, le popola e le ama. 

Read more